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M A L È N A - Tributo a Ennio Morricone

2022


Malèna è un concetto,
è il vento che porta il profumo, muove il vestito i capelli,
è la bellezza inconsapevole,
è la sensualità naturale mai mostrata, mai vantata,
è il centro di gravità degli occhi timidi e furtivi, bramosi di un solo incrocio di sguardi.
È il desiderio che arde, il sogno che rincorri.



* * *

Il progetto fotografico “M A L È N A – Tributo a Ennio Morricone” di Pietro Sacchini è un lavoro che si colloca a metà tra fotografia cinematica, evocazione musicale e omaggio iconografico al film Malèna e alla poetica sonora di Ennio Morricone.

Il cuore del progetto: la “presenza assente”
La frase introduttiva scritta da Sacchini è fondamentale per capire l’intenzione dell’opera: “Malèna è un concetto…”
Qui la protagonista non è davvero una donna specifica, ma un’immagine mentale. Sacchini lavora sulla trasformazione di Malèna in archetipo: desiderio irraggiungibile, memoria sensoriale, femminilità percepita più che mostrata, nostalgia di uno sguardo
Questo è molto coerente sia con il film di Giuseppe Tornatore sia con la musica di Morricone, che spesso costruisce emozioni sospese, malinconiche e “incomplete”.

Estetica: tra cinema e fotografia fine art
Dal punto di vista visivo, il progetto usa diversi codici del cinema italiano d’autore:
1. Luce morbida e nostalgica
Le immagini sembrano costruite per evocare: pellicola analogica, memoria, estate mediterranea, sensualità non aggressiva.
La luce non scolpisce in modo netto: accarezza. Questo richiama direttamente la grammatica visiva del cinema di Tornatore.
2. Centralità del movimento
Nel testo Sacchini parla di: vento, capelli, vestito che si muove.
Questo è importante perché la figura femminile non viene “bloccata” in posa glamour, ma resa quasi impalpabile. La fotografia tenta di trasformare un’immagine statica in qualcosa di musicale.
È qui che il tributo a Morricone diventa davvero interessante: la serie non “illustra” la musica, ma prova a tradurre in immagine il ritmo emotivo delle sue composizioni.
3. Erotismo trattenuto
Uno degli aspetti più riusciti del progetto è il rifiuto dell’estetica apertamente seduttiva contemporanea.
La sensualità: non è esibita, non è patinata, non è pubblicitaria.
È uno sguardo costruito sulla distanza e sull’attesa. In questo senso Sacchini riprende il tema centrale di *Malèna*: la donna osservata più attraverso il desiderio collettivo che attraverso la sua reale interiorità.

Il rapporto con Morricone
Il titolo potrebbe far pensare a un semplice omaggio musicale, ma in realtà il progetto dialoga soprattutto con il modo in cui Morricone costruiva la memoria emotiva nel cinema.
La colonna sonora di Malèna è una delle più malinconiche del compositore: temi lenti, orchestrazione elegante, ripetizioni ossessive, tensione tra innocenza e desiderio.
Sacchini traduce questi elementi in: composizioni ariose, vuoti visivi, sguardi laterali, atmosfere sospese.
La fotografia cerca quindi di comportarsi come una colonna sonora.

Un progetto sulla nostalgia italiana
C’è anche una forte componente culturale italiana: provincia mediterranea, bellezza osservata collettivamente, memoria del cinema anni ’90/2000, idealizzazione del femminile.
Il progetto vive di nostalgia, ma non in modo ironico o postmoderno. È sinceramente romantico, e questo oggi è abbastanza raro nella fotografia contemporanea, spesso più concettuale o provocatoria.

Limiti e possibili critiche
Dal punto di vista critico si potrebbero evidenziare anche alcuni rischi:
* la figura femminile resta soprattutto simbolica, quasi mitizzata;
* il progetto privilegia l’atmosfera rispetto alla narrazione;
* l’omaggio estetico può risultare molto derivativo rispetto all’immaginario originale del film.
Tuttavia, credo che Sacchini non stia cercando di reinterpretare *Malèna* in chiave contemporanea o decostruita: vuole piuttosto conservarne il sentimento.

Perché funziona
Il progetto funziona perché evita due errori comuni nei tributi:
1. la copia estetica sterile;
2. l’eccesso di concettualizzazione.
Sacchini mantiene invece un equilibrio tra: eleganza visiva, sensibilità musicale, immaginario cinematografico.
Il risultato è una serie fotografica che non parla tanto di un personaggio, quanto di una sensazione: quella malinconia desiderante che il cinema di Tornatore e la musica di Morricone hanno reso immediatamente riconoscibile nella cultura italiana.


moreMal_na_Ennio_Morricone__Monica_Bellucci__Giuseppe_Tornatore__152kbit_Opus_.mp3 (7.65 MB)

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